La Scienza del Respiro: Perché l'Intensità è Tutto nel Metodo Wim Hof
- Alessio Alfei
- 3 giorni fa
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Sfatare il mito del "respiro profondo": ecco perché l'ipossia è la chiave per sbloccare il sistema immunitario e la resistenza al freddo.
Negli ultimi anni, il Metodo Wim Hof (WHM) ha guadagnato popolarità globale, spesso promosso come una tecnica di rilassamento o di "connessione interiore". Tuttavia, dal punto di vista fisiologico, la realtà è ben diversa.
Lo studio fondamentale condotto da Kox et al. (PNAS, 2014) ha dimostrato che questa tecnica non serve a rilassare il corpo, ma a stressarlo strategicamente. L'obiettivo è attivare volontariamente il sistema nervoso simpatico attraverso un meccanismo specifico: l'ipossia intermittente.
In questo articolo analizzeremo cosa accade esattamente durante le fasi di respirazione e, soprattutto, qual è la soglia minima necessaria per ottenere i benefici documentati, dall'effetto antinfiammatorio all'analgesia necessaria per affrontare il freddo.
Fase 1: L'Iperventilazione (Il detonatore)
Tutto inizia con 30-40 respiri ciclici potenti. Molti praticanti eseguono questa fase troppo "gentilmente", ignorando che l'obiettivo meccanico è uno solo: l'induzione dell'Alcalosi Respiratoria.
Durante questa fase, non stiamo "iper-ossigenando" il sangue (l'emoglobina è già satura al 98-99% a riposo). Stiamo invece "lavando via" l'anidride carbonica (CO2).
Cosa succede: Espirando massicciamente CO2, il pH del sangue sale (diventa alcalino, spesso > 7.75).
Perché è fondamentale: L'impulso di respirare è dettato dall'accumulo di CO2, non dalla mancanza di ossigeno. Abbassando drasticamente la CO2, "hackeriamo" il centro del respiro, permettendoci di trattenere il fiato molto più a lungo del normale.
Nota tecnica: Senza un'iperventilazione intensa, non si crea abbastanza "spazio" per la successiva fase di apnea.
Fase 2: La Ritenzione (Il meccanismo attivo)
È qui che avviene la magia fisiologica. Dopo l'ultima espirazione, si trattiene il respiro a polmoni vuoti.
Grazie alla bassa CO2 ottenuta nella fase 1, il praticante non sente il bisogno di respirare per minuti. Tuttavia, il corpo continua a consumare ossigeno.
Il risultato è un crollo verticale della saturazione di ossigeno (SpO2). È in questo momento che si verifica il rilascio di adrenalina.

La Soglia Critica: Oltre il confine dell'85%
Lo studio di Kox ha rivelato un dato cruciale spesso ignorato: i benefici non derivano dall'apnea in sé, ma dall'ipossia profonda.
I soggetti dello studio raggiungevano saturazioni medie del 50%.
La regola fisiologica: Il corpo umano possiede sensori di sicurezza (corpi carotidei) che scatenano una risposta di emergenza solo quando l'ossigeno scende sotto livelli critici.
Se la saturazione rimane sopra il 90-85%, il cervello interpreta la situazione come "sicura".
Se la saturazione scende significativamente sotto l'85% e si avvicina a valori ospedalieri critici (<80\%), le ghiandole surrenali vengono attivate violentemente, rilasciando adrenalina (epinefrina) in quantità superiori a quelle di chi fa bungee jumping per la prima volta.
I Due Grandi Benefici dell'Adrenalina
Perché cerchiamo questo picco di adrenalina? Le evidenze scientifiche identificano due vantaggi principali:
1. Modulazione del Sistema Immunitario
L'adrenalina rilasciata durante l'ipossia entra nel circolo sanguigno e si lega ai recettori beta-adrenergici presenti sui leucociti (globuli bianchi).
Questo legame inibisce la produzione di citochine pro-infiammatorie (TNF-alpha, IL-6).
Stimola la produzione di IL-10, una potente citochina antinfiammatoria.Questo spiega perché il metodo è studiato come supporto per le malattie autoimmuni: spegne l'infiammazione eccessiva "dall'interno".
2. Analgesia per l'Esposizione al Freddo
L'adrenalina è anche un potente analgesico endogeno. L'attivazione simpatica prepara il corpo alla reazione "combatti o fuggi".
Eseguire la respirazione prima (non durante!) l'esposizione al freddo alza la soglia del dolore.
Questo rende l'ingresso in acqua gelida (<15°\circ ) meno traumatico e mentalmente più gestibile, riducendo lo shock termico percepito.
Conclusioni: La Qualità batte la Quantità
Se pratichi il metodo Wim Hof senza sentire formicolii (segno di alcalosi) o senza impegnarti in una ritenzione profonda (segno di ipossia), probabilmente stai facendo solo un esercizio di rilassamento.
Per ottenere gli effetti biologici documentati dalla scienza:
Respira intensamente: Devi eliminare la CO2.
Spingiti nel profondo: La ritenzione deve durare abbastanza da far scendere la saturazione sotto la soglia di allarme (idealmente monitorabile con un saturimetro, puntando a valori <85\%).
Solo quando il corpo percepisce l'ipossia come una minaccia reale, sblocca le risorse chimiche che rendono questo metodo straordinario.
Bibliografia Essenziale
Kox, M., et al. (2014). Voluntary activation of the sympathetic nervous system and attenuation of the innate immune response in humans. Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). [Dimostra il legame tra ipossia, adrenalina e sistema immunitario].
Zwaag, J., et al. (2022). The Effects of Cold Exposure Training and a Breathing Exercise on the Inflammatory Response in Humans. [Conferma che è il respiro, e non il freddo, a modulare la risposta infiammatoria acuta].



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